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Cassa malati unica: pro e contro

Testa a testa sul Tages Anzeiger dell'oncologo e consigliere nazionale socialista Franco Cavalli e Marc-André Giger, direttore dell'associazione delle casse malati Santé-suisse.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 gennaio 2003 - 17:43

L'oncologo la difende, il dirigente è contrario all'idea della cassa pubblica.

Che una cassa malati unica possa risolvere tutti i problemi della sanità pubblica in Svizzera è semplicemente un'illusione, su questo punto sia Franco Cavalli che Marc-André Giger sono entrambi d'accordo.

Per il resto invece l'intervista mostra due diagnosi opposte per la cura all'esplosione dei costi della salute in Svizzera: "I problemi sono due: il primo che la classe media paga troppo e che i ricchi pagano troppo poco, il secondo l'aumento dei costi, come le cure inutili", dice Cavalli, che ritiene che una cassa unica sarebbe in grado di controllare meglio dottori e ospedali.

Per Giger invece una cassa malati unica comporterebbe maggiori rischi di abuso e più in là aggiunge un altro timore: "I medici diventerebbero semplicemente impiegati statali". Una conseguenza sarebbe a suo parere che i migliori non accetterebbero di lavorare a tariffe ridotte e si creerebbe quindi una medicina di prima e di seconda classe, come in Francia, secondo Giger.

Non la pensa così Franco Cavalli che cita l'esempio del Canada e dell'Olanda, dove esiste effettivamente la cassa pubblica unica e i medici non si sentono a disagio per questo, anzi.

"Abbiamo una confusione di 26 diversi sistemi cantonali, che non sono coordinati fra di loro. È più difficile per un abitante di Friburgo farsi curare a Berna, che per uno spagnolo a Helsinki."

Per Cavalli dunque la cassa malati unica ridurrebbe le spese, per Giger invece la statalizzazione comprometterebbe la qualità delle prestazioni senza provocare risparmi.

Swissinfo, Raffaella Rossello

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