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Cancellara si conferma l'asso degli assi nella cronometro

Keystone

Spinto da migliaia di tifosi accorsi giovedì sulle strade di Mendrisio, il ciclista svizzero ha letteralmente sbaragliato la concorrenza, infliggendo quasi un minuto e mezzo di distacco allo svedese Gustav Larsson. Per Fabian Cancellara si tratta del terzo titolo mondiale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 settembre 2009 - 18:28

"Vola Fabian!". Le due parole scritte su uno striscione dispiegato sulla salita della Rossa bastano per riassumere la corsa di Cancellara.

Scattato alle 15.42, l'elvetico è infatti volato lungo i 49,8 chilometri della cronometro, percorsi a una media di 51,58 km/h. Cancellara ha concluso in 57 minuti e 55 secondi, davanti allo svedese Gustav Larsson (a 1' 27") e al tedesco Tony Martin (2' 30"). Il campione del mondo in carica, il tedesco Bert Grabsch, ha invece deluso, terminando decimo, a oltre tre minuti e mezzo. Lontano dai primi ha chiuso anche l'altro svizzero, Rubens Bertogliati, solo 40esimo.

Sin dai primi chilometri, Cancellara ha impresso alla sua pedalata un ritmo tale come per voler dire ai suoi avversari 'oggi non ce n'è per nessuno'.

L'elvetico si è anche permesso il lusso di rialzarsi sulla sua bicicletta a duecento metri dal traguardo, per godersi l'applauso del folto pubblico accorso lungo il rettilineo d'arrivo in zona Campagna Adorna.

Quando "la gamba spinge e non vuole fermarsi più"

Campione del mondo della cronometro nel 2006 e 2007, nonché medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino del 2008 nella stessa disciplina, 'Spartacus', come è soprannominato, era senza dubbio il gran favorito della vigilia. Alcuni degli altri corridori di primo piano avevano del resto dichiarato, in sostanza, che avrebbero corso per il secondo posto.

"Prima di esultare bisognava però correre e ho dovuto lottare sino alla fine. La giornata è stata perfetta. Correre con tutte queste bandiere svizzere sicuramente mi ha dato qualcosa in più, soprattutto a livello mentale", ha dichiarato l'elvetico. E quando oltre a una condizione fisica perfetta, anche a livello mentale tutto va per il meglio "la gamba spinge e non vuole fermarsi più".

Una cronometro perfetta, come ha dichiarato il suo direttore sportivo della Saxo Bank Bjarne Riis? "Non so se è stata perfetta. Sicuramente però con quella di Pechino è stata la miglior cronometro che io abbia mai disputato".

Un paese di 'cronomen' per caso


Con il successo di Cancellara, la Svizzera si conferma ancora una volta un paese di grandi 'cronomen'. Secondo il direttore del Tour de Romandie Richard Chassot, si tratta però soprattutto di un caso. "In Svizzera non si fa nulla per promuovere questa disciplina. Non c'è una cultura della cronometro, come ad esempio nei paesi dell'est".

I successi attuali di Cancellara e quelli passati di Alex Zülle o Tony Rominger sono assai singolari per un paese alpino, che dovrebbe avere soprattutto una tradizione di scalatori.

"Effettivamente. La maggior parte delle corse in Svizzera sono fatte per gli scalatori e non per gli specialisti della cronometro o delle classiche. È quindi assai paradossale che Fabian Cancellara riesca a vincere una Parigi-Roubaix quando in Svizzera non c'è praticamente nessun tratto di pavé", sottolinea Chassot.

"Per contro attualmente mancano gli scalatori di alto livello. Dei corridori come Cancellara, Rast o Elmiger sono dei passisti che hanno imparato il mestiere nelle squadre professionistiche e non durante i loro anni d'apprendistato in Svizzera", spiega il direttore del Tour de Romandie.

Storica doppietta?


Una qualità, quella di saper andare bene in salita, che sicuramente sarà necessaria per imporsi domenica nella corsa in linea.

Il tracciato mendrisiense dovrà infatti essere percorso 19 volte per una distanza complessiva di 262,2 km e un dislivello di 4'655 metri, pari a quello delle grandi tappe alpine del Tour o del Giro!

Cancellara, però, negli ultimi anni ha fatto passi da gigante anche in montagna. Quest'anno, del resto, ha vinto il Tour de Suisse, con tre arrivi in salita. Basterà? In ogni caso l'elvetico è determinatissimo: "Mi sono preparato al meglio per centrare i miei obiettivi; poter vincere in casa è una cosa che capita una sola volta nella carriera. Adesso, però, prima della gara di domenica è importante recuperare".

Una cosa è comunque certa: "Le mie gambe sono pronte e la mia testa ancor di più dopo il risultato di oggi", ha sottolineato Cancellara, cosciente però che il mondiale è una lotteria, con le sue regole proprie.

Se riuscisse a centrare la doppietta – "un sogno" – il ciclista bernese entrerebbe di fatto nella leggenda, visto che prima d'ora nessuno è mai riuscito nell'impresa. Chissà, grazie alla spinta del suo pubblico, forse domenica Cancellara tornerà a volare.

Daniele Mariani, swissinfo.ch, Mendrisio

La prima volta nel 1923

La prima edizione dei Campionati del mondo di ciclismo fu organizzata nel 1923 a Zurigo. Vi parteciparono solo i dilettanti. Si impose l'italiano Libero Ferrario.

Nel 1927, ai Mondiali del Nürburgring, in Germania, fu introdotta per la prima volta anche la categoria dei professionisti. Trionfò Alfredo Binda.

Nel 1958 a Waregem, in Belgio, venne istituito anche il campionato del mondo femminile. Vinse la lussemburghese Elsy Jacobs.

Nel 1994 ad Agrigento, in Italia, si corse per la prima volta una cronometro. Si impose il britannico Chris Boardmann. L'anno successivo a Duitama, in Colombia, la categoria dilettanti fu trasformata in Under 23.

Fino all'edizione di quest'anno, la Svizzera aveva accolto nove volte i mondiali di ciclismo.

Nelle gare in linea nella categoria élite, gli elvetici hanno conquistato tre medaglie d'oro: nel 1998 con Oskar Camenzind (Valkenburg, Paesi Bassi), nel 1951 con Ferdi Kübler (Varese) e nel 1946 con Hans Knecht (Zurigo).

Nella cronometro i ciclisti rossocrociati vantano pure tre successi: Fabian Cancellara nel 2006 e 2007 (Salisburgo e Stoccarda) e Alex Zülle nel 1996 (Lugano).

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Fabian Cancellara

Fabian Cancellara è nato il 18 marzo 1981 a Wohlen (Berna). I suoi genitori sono originari della provincia di Potenza.

È passato professionista nel 2001.

Nel corso della sua carriera ha vinto la medaglia d'oro nella cronometro e la medaglia di bronzo nella gara in linea ai Giochi olimpici di Pechino.

Nel 2006 e nel 2007 si è laureato campione del mondo a cronometro.

Inoltre ha vinto una Parigi-Roubaix (2006), una Tirreno-Adriatico (2008), una Milano-Sanremo (2008) e il Tour de Suisse (2009.

Tra il 2004 e quest'anno, al Tour de France ha indossato la maglia gialla per 15 tappe.

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