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Bilancio positivo dei progetti per le pari opportunità

Un posto di lavoro adattato alle esigenze delle donne? È quanto si propone l'Ufficio federale per l'uguaglianza (UFU), secondo il quale i finanziamenti per promuovere l'inserimento delle donne nel mondo economico hanno avuto ricadute positive.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2000 - 11:44

A quattro anni dal lancio delle prime iniziative volte ad incentivare le pari opportunità, ha indicato lunedì l'UFU, è giunto il tempo dei primi bilanci. Non di un bilancio quantitativo - già pubblicato nel 1999 -, bensì di un'analisi qualitativa delle ricadute concrete.

Lo studio ha riguardato 20 progetti portati a termine nel 1999. Oltre cento le aziende e le istituzioni coinvolte per una spesa da parte della Confederazione di 1,6 milioni di franchi. Dal 1996 sono stati 176 i progetti sostenuti dall'UFU, di cui solo 29 quest'anno.

L'UFU ha finanziato consultori per le pari opportunità, stages di perfezionamento per donne, progetti volti al riconoscimento professionale del lavoro domestico o destinati all'inserimento delle donne in professioni considerate «maschili».

I progetti hanno ottenuto globalmente successo, indica l'UFU, se teniamo conto della buona frequenza ai corsi o delle numerose cassette video vendute. Grazie a queste iniziative, per esempio, è stato possibile negoziare contratti di lavoro con aziende ed enti pubblici, nei quali si è tenuto maggiormente conto delle esigenze specifiche delle lavoratrici.

Se a livello di singolo progetto l'impatto è misurabile sul terreno, precisa l'UFU, il loro numero è ancora troppo esiguo per poter essere statisticamente rilevante. Per l'UFU ci vorranno almeno dieci anni prima che si verifichino cambiamenti misurabili nel campo della vita professionale.

swissinfo e agenzie

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