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AVS facoltativa: la reazione dell'OSE

L’organizzazione degli Svizzeri dell’estero (OSE) ha subito reagito alla decisione della Camera alta del Parlamento, definendola lamentevole e controproducente.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2000 - 14:02

Secondo l’OSE, questa decisione, che colpisce in pieno gli Svizzeri espatriati, genera più problemi di quanti ne risolva. Questa organizzazione, che difende gli interessi dei 570mila Svizzeri all’estero, ritiene che triplicare il livello della somma minima delle quote equivale a escludere dall’assicurazione le persone con basso reddito o senza salario.

“Decine di migliaia di Svizzeri dell’estero si troveranno nell’impossibilità di costituire la previdenza per la vecchiaia e l’invalidità”, scrive l’OSE in un comunicato. Secondo l’organizzazione, non si tratta di una misura di risparmio, perché la revisione provocherà uno spostamento dei carichi dalla previdenza all’assistenza.

Spesso, gli Svizzeri residenti all’estero non hanno alternative e devono assicurarsi in patria. Oggi, oltre 50.000 Svizzeri sono assicurati grazie all’AVS facoltativa.

L’OSE spera che il Consiglio nazionale non mancherà di presentare una soluzione di consenso conforme ai bisogni reali.

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