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Aumenta la trasparenza delle imprese svizzere

Il diritto degli azionisti rientra nelle preoccupazioni principali della Fondazione Ethos Keystone

Secondo uno studio della Fondazione Ethos, le maggiori ditte elvetiche quotate soddisfano i criteri di trasparenza della Borsa svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 novembre 2004 - 14:57

Si attendono tuttavia progressi, in particolare nell’ambito della composizione dei consigli di amministrazione.

La maggioranza delle aziende svizzere rispettano i criteri di trasparenza fissati dalla Borsa svizzera. Sul piano della “corporate governance” - l'impostazione degli assetti proprietari e di governo dell'impresa - esistono invece ulteriori margini di miglioramento.

Lo afferma la Fondazione d’investimenti per lo sviluppo sostenibile Ethos, che nella sua seconda inchiesta sul tema ha passato al setaccio le cento più importanti aziende quotate a Zurigo, tra cui le 26 che formano l'indice dei valori guida SMI.

Ubs sempre in testa

Bobst, Converium, Edipresse, Ems Chemie e Leica Geosystems sono - secondo il presidente di Ethos Dominique Biedermann - le società che hanno compiuto i maggiori progressi quanto al rispetto delle direttive emanate della Borsa.

Dal profilo delle regole definite dalla stessa Ethos per la compilazione del proprio «rating», il primo posto spetta per la seconda volta all’Unione di banche svizzere, con 94 punti su un totale di 100.

Seguono Converium, nonostante i problemi avuti con la filiale negli Stati Uniti, Swiss Re e Zurich Financial Services, che hanno conquistato da 85 a 89 punti.

Elezione di Blocher benefica

In questa classifica, i passi avanti più consistenti sono stati messi a segno da Jelmoli, Nobel Biocare e EMS Chemie.

Quest’ultima ha approfittato dell’elezione in Consiglio federale di Christoph Blocher, che ha dovuto trasmettere la sua partecipazione maggioritaria della ditta (il 73% delle azioni) ai figli.

Ethos aveva infatti denunciato il fatto che l’attuale ministro della giustizia cumulasse i mandati di presidente del consiglio di amministrazione e di responsabile della società chimica.

Migliori risultati per le grandi società

“La media globale è progredita in modo modesto da 62 a 64 punti”, afferma Biedermann.

Delle 100 società passate in rassegna, 19 hanno conseguito sul piano della “corporate governance” un risultato di 75 punti, di cui 11 appartengono allo SMI.

Nove società - tra cui una “blue chip” - hanno ottenuto uno score inferiore alla media. I punteggi più alti sono stati conquistati dalle grandi società, quotate anche all'estero e in particolare negli Stati Uniti.

Poche donne tra i manager

Biedermann aggiunge che l'età media dei membri dei vari consigli di amministrazione è di 57 anni. I tre quarti hanno un'età compresa tra i 50 e i 70 anni e solo il 6% sono donne.

Il cumulo delle cariche di direttore operativo e di presidente del consiglio di amministrazione è sempre meno in voga: quattro società, rispetto all'ultima indagine, hanno provveduto a separare le cariche. Oltre a EMS Chemie si tratta di Richemont, Synthes e Züblin.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Il primo studio di Ethos risale al 2003.
I risultati si basano sulle risposte fornite dalle imprese svizzere.
La classifica stilata da Ethos può essere utilizzata come referenza per azionisti e altri investitori.

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In breve

La Direttiva SWX della Borsa svizzera indica le informazioni che le società dovrebbero pubblicare nel loro rapporto annuale nel capitolo consacrato al governo d’impresa.

I criteri ritenuti da Ethos per il suo indice sono la trasparenza, la politica d’informazione, la struttura del capitale, l’amministrazione, l’organo di revisione ed il diritto di partecipazione degli azionisti.

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