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Attenzione focalizzata sulla siccità in Africa

Le locuste hanno devastato vaste regioni dell'africa subsahariana Keystone

La Svizzera ha accolto positivamente l'appello dell'ONU in favore di un'azione in Burkina Faso, Mauritania e Mali, in preda come il Niger ad una grave carestia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 luglio 2005 - 11:46

L'agenzia elvetica per l'aiuto umanitario ha già intrapreso programmi per lottare contro gli effetti della siccità e dell'invasione di locuste che hanno devastato la regione.

La carestia che sta colpendo il Niger potrebbe anche estendersi a Mali, Burkina Faso e Mauritania. L'avvertimento è stato lanciato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), la quale stima che nei tre Paesi africani un totale 2,5 milioni di persone necessitano di cibo dopo la siccità e l'invasione di cavallette dell'anno scorso.

«Già durante il 2004 abbiamo previsto che si sarebbe dovuto far fronte a una difficile situazione a causa della siccità», dice a swissinfo Jean-Philippe Jutzi della Direzione dello sviluppo e della cooperazione.

L'azione elvetica in Africa

Anticipando l'appello della comunità internazionale, l'agenzia elvetica per l'aiuto umanitario ha già provveduto, nel mese di maggio, a stanziare al Niger quasi un milione di franchi quale sostegno alimentare d'urgenza.

«I contributi svizzeri sono fluiti anche in Mali. Nessuna azione particolare è invece stata intrapresa in Burkina Faso, dove a mia conoscenza la situazione non è, al momento, così grave come negli altri Paesi», indica Jutzi. Anche in Mauritania, l'aiuto elvetico è per ora assente.

La Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC)ha avanzato la cifra di 8 milioni per indicare il numero di persone minacciate dalla carestia nei quattro Paesi dell'Africa occidentale.

Per sostenere lo sforzo internazionale in loro favore, l'organizzazione internazionale ha comunicato che servono urgentemente almeno 18 milioni di franchi.

Siccità e locuste

Per il Niger, il 2004 si è rivelato un anno particolarmente difficile per quel che concerne la situazione alimentare.

L'arrivo anticipato delle piogge ha infatti favorito la schiusa delle uova di cavallette migratorie del deserto, insetti che in alcuni paesi africani rappresentano un vero e proprio flagello per l'agricoltura.

Un brusco arresto delle precipitazioni ad inizio autunno ha inoltre limitato fortemente la produzione foraggiera, ciò che ha condotto ad un aumento considerevole del prezzo dei cereali e ad un marcato depauperamento del patrimonio bovino e caprino.

L'organo dell'ONU incaricato delle questioni umanitarie stima che 2,5 milioni di persone in Niger (3,6 milioni secondo l'IFRC), il secondo Paese più povero al mondo, debbano confrontarsi ad una situazione di carestia.

Il capo dell'ufficio nigeriano della la DSC Peter Bieler aveva comunque annunciato alcuni giorni fa che gli aiuti cominciavano ad arrivare e la situazione stava migliornado, anche grazie alle piogge, arrivate in anticipo.

Dimenticati dopo lo tsunami

L'ONU aveva già lanciato un appello in favore di un'azione in Niger e nei paesi vicini all'inizio dell'anno e in primavera.

«La comunità internazionale non ha tuttavia reagito», ci dice Jutzi, il quale, riportando l'avviso di alcuni collaboratori del Programma alimentare mondiale (World food program) dell'ONU, ricorda gli «effetti secondari» dello tsunami.

I donatori si sarebbero focalizzati eccessivamente sulle conseguenze della catastrofe naturale che ha colpito il Sud-est asiatico nel dicembre 2004, dimenticando le altre crisi nel mondo, come è appunto il caso dell'Africa.

swissinfo

Fatti e cifre

L'Ufficio di coordinamento umanitario dell'ONU stima che 2,5 milioni di persone sono minacciate da una grave carestia in Niger.
1,1 milioni in Mali.
750'000 in Mauritania.
500'000 in Burkina Faso.
Stime ancora più allarmanti giungono dalla Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che parla di un totale di 8 milioni di persone a rischio.

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