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Antimateria: il CERN di Ginevra si lancia nel suo studio

Materia-antimateria: il CERN indaga. CERN Ginevra

Il Laboratorio europeo per la ricerca delle particelle (CERN) di Ginevra intende lanciarsi nello studio «in profondità» dell'antimateria, con l'ambizione di determinare se esiste una differenza tra antimateria e materia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 agosto 2000 - 09:18

Le esperienze condotte dal grande centro di ricerca potranno forse spiegare perché l'universo sembra composto unicamente di materia. Secondo una teoria generalmente accettata, l'universo si è formato circa 15 miliardi di anni fa in seguito a un'esplosione gigantesca chiamata «big bang».

Tale esplosione avrebbe generato della materia «normale» - quella che si trova nella nostra galassia e quindi anche sulla Terra - e della materia di carica elettrica opposta, la cosiddetta antimateria. Quest'ultima sembra però essere scomparsa dall'Universo.
Differenze tra materia e antimateria potrebbero spiegare le ragioni per cui, nei primi istanti dell'universo, la prima sembra aver preso il sopravvento sulla seconda. Per studiare l'antimateria sono state create diverse esperienze, ha indicato giovedì il CERN.

Gli antiprotoni, le particelle più «turbolenti», saranno quasi immobilizzati grazie ad un deceleratore. I ricercatori potranno così studiarli o associarli a positoni (antiparticella dell'elettrone), al fine di creare l'antiidrogeno, il corrispondente contrario dell'idrogeno classico.

Il paragone tra antiidrogeno e idrogeno potrà forse portare nuova luce sulle domande finora rimaste senza risposte in fisica. Le antiparticelle, all'origine una curiosità puramente intellettuale, sono diventate uno strumento importante della ricerca moderna, ha sottolineato il CERN.

È il fisico britannico Paul Dirac che, per la prima volta verso il 1930, parla di antimateria. Lo scienziato annuncia che l'elettrone ha una controparte nell'antimateria, della stessa massa di quest'ultimo, ma di carica elettrica opposta. L'esistenza del positone sarà provata nel 1931 dal ricercatore Carl Anderson.

Un elettrone e un positone che si incontrano si annullano reciprocamente, «producendo una vampata di raggi». Lo stesso effetto si verifica se un protone è messo in contatto con un antiprotone. Al contrario, un'espolsione di energia come il Big Bang, crea materia e antimateria in quantità uguale, ha spiegato il CERN.

La fabbricazione dell'antimateria richiede grandi capacità tecnologiche. Le antiparticelle spariscono infatti molto rapidamente incontrando particelle di materia. Nel 1995 il CERN ha prodotto l'antimateria atomica. Nove esempi di atomi sintetici di antiidrogeno erano stati scoperti.

swissinfo e agenzie

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