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Anno di stanca per le iniziative popolari

Sono rare le iniziative popolari che hanno trovato il favore della maggioranza dei votanti Keystone Archive

Nel 2001 non è stata depositata alcun'iniziativa popolare. La raccolta delle firme è iniziata per quattro sole proposte di modifica della Costituzione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 dicembre 2001 - 21:05

Oltretutto le sette iniziative giunte davanti al popolo sono state tutte respinte. La montagna di proposte popolari inoltrate ma non ancora smaltite si è quindi ulteriormente ridotta: era salita da 15 nel 1991 a 31 nel 1999, per poi scendere a 23 nel 2000 e a 16 oggi.

Negli scorsi dodici mesi sono state lanciate le iniziative «per un'assicurazione di base minima con premi di assicurazione malattie accessibili (Iniziativa miniMax LAMal)», proposta dall'Unione democratica federale; «Servizi postali per tutti», del Sindacato della comunicazione; «Utili della banca nazionale per l'AVS, promossa da cerchie rossoverdi; e, infine, «Più giusti assegni per i figli!», della Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC).

Dal 1990 in media vengono lanciate annualmente otto iniziative, con punte prima delle elezioni: 19 nel 1998 e 11 nel 1990. Le proposte di modifica costituzionale depositate sono in media cinque all'anno. È raro che non ne vengano inoltrate: oltre al 2001 era successo - le ultime volte - nel 1988 e nel 1968.

Stando ai politologi si assiste ad una certa stanca nella sinistra e nei sindacati, che negli ultimi anni hanno lanciato numerose iniziative tutte respinte in sede popolare (l'ultima accolta in assoluto è quella delle Alpi, nel 1994, con il 52 % di sì).

Non meglio hanno però fatto i radicali: la loro iniziativa per bloccare l'aumento delle tasse è ufficialmente naufragata, ma la raccolta delle firme era già stata interrotta l'anno precedente. Sono state ritirate anche le iniziative sui medicinali dell'Associazione farmacisti e quella per una libera scelta del medico e dell'ospedale, proposta da un comunità di interessi con lo stesso nome.

7 iniziative spazzate via

Tutte le sette iniziative sottoposte al voto nel 2001 sono state respinte: il 4 marzo la scure popolare si è abbattuta su «Sì all'Europa!», nonché sulle iniziative «per farmaci a prezzi più bassi» e «per una maggior sicurezza stradale grazie alla velocità massima dei 30 km/h nelle località (Strade per tutti)», spazzate via con percentuali di no fra il 69 e l'80 %.

Anche il 2 dicembre non è stato un buon giorno per gli iniziativisti, che si sono visti affossare (66-78 % di no) le proposte «Tassare l'energia e non il lavoro!», «per una Svizzera senza esercito», «per un servizio civile volontario per la pace» e «per un'imposta sugli utili da capitale».

13 iniziative pendenti

Presso Consiglio federale e parlamento sono pendenti 13 iniziative. Altre tre sono pronte per il voto: si tratta dell'adesione all'ONU e della riduzione del tempo di lavoro (in votazione il 3 marzo), nonché dell'iniziativa antiabortista «per madre e bambino».

swissinfo e agenzie

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