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Anche in Svizzera test con munizioni di uranio impoverito

Il portavoce del dipartimento militare Oswald Sigg ha confermato che è in corso un'inchiesta Keystone Archive

L'impiego di uranio impoverito avvenne anche in Svizzera: Contraves, l'ex settore militare della Oerlikon-Bührle, compì negli anni '70 test con munizioni di questo tipo. Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) sta ora indagando.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 gennaio 2001 - 15:06

Il DDPS ha appreso la scorsa settimana dell'esistenza dei test effettuati da Contraves, ha indicato domenica all'ats il portavoce Oswald Sigg, confermando un'informazione diffusa dalla «SonntagsZeitung». Bisognerà ora determinare le circostanze esatte dell'impiego di queste munizioni.

Si tratta soprattutto di chiarire chi rilasciò l'autorizzazione per i test e come siano stati in seguito risanati i residui, ha precisato Sigg. Secondo il settimanale domenicale svizzerotedesco, le esercitazioni si tennero nel comune svittese di Unteriberg, dove Contraves aveva una succursale.

Uranio impoverito e sindrome dei Balcani sono oggetto di discussioni da giorni. In questo contesto - ha aggiunto il portavoce - è stato istituito un comitato composto di numerosi rappresentanti degli uffici federali interessati al problema: il primo incontro è previsto lunedì.

Sabato a San Gallo, in occasione della presentazione del rapporto annuale della Divisione territoriale 4, l'ex-comandante in capo della KFOR, il generale tedesco Klaus Reinhardt, ha messo in guardia dall'isteria che sembra essersi diffusa ovunque in seguito alla scoperta dell'impiego di questo tipo di munizioni. Reinhardt ha ricordato che non esiste ancora alcuna prova che dimostri l'esistenza di un legame tra i casi di leucemia e l'uranio impoverito.

swissinfo e agenzie

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