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Amica mosca

Una scultura di mosca. swissinfo.ch

Potreste arrivare alla conclusione che le mosche non ci sono per niente ostili, dopo aver visitato la mostra «Mosche» del Museo di Storia naturale di Neuchâtel.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2004 - 17:40

Come nel Medio Evo, il museo invita il visitatore a formulare il suo verdetto dopo aver compiuto un grande viaggio intorno a questo insetto misconosciuto.

«Credo che si possa davvero parlare di prima mondiale. Non penso che nessuno si sia finora arrischiato ad organizzare una mostra sulle mosche», afferma il conservatore del MSN.

«Non è una sfida da poco, prosegue Christophe Dufour. Le mosche… E’ proprio una provocazione. Anche perché gli entomologi sono considerati gli scienziati più noiosi.»

Non è la prima volta che il Museo di Storia naturale di Neuchâtel si arrischia ad affrontare tematiche a prima vista difficili. In passato si è per esempio occupato di topi.

«I topi però, credetemi, hanno una reputazione molto migliore, precisa Christophe Dufour. Si tratta pur sempre di un animale di compagnia. Avete mai visto qualcuno tenere in casa una mosca?»

Questa nemica sconosciuta

Forse, lasciando il MSN, qualcuno deciderà di adottarne una. Ma la partita è tutt’altro che vinta. Il più delle volte, la mosca infastidisce. E il suo destino è quello di finire schiacciata tra due dita, colpita da uno scacciamosche, uccisa da un insetticida o appiccicata a una cartina sospesa al soffitto.

Perché, la mosca avrebbe forse un’altra funzione, a parte quella di ronzarci attorno ? «La mosca è indispensabile per il funzionamento del pianeta, puntualizza il conservatore. Permette di riciclare le foglie morte, i cadaveri di animali, eccetera.»

A volte dimostra proprietà del tutto inattese. In Francia, nel Périgord, per esempio, si fa uso di un particolare tipo di dittero per andare in cerca di tartufi. Si tratta di una mosca che deposita le sue larve nei tartufi. Basta seguirla per localizzarli.

La mostra ci insegna anche che alcune specie in autunno migrano. « Attraversano le Alpi per andare in cerca di caldo e depositare le loro larve. In primavera, la generazione successiva torna da noi », spiega Jean-Paul Haenni, conservatore e autore del libro «Mosche», edito dal MSN.

Un viaggio nella natura e nell’arte

«Mosche» permette dunque di scoprire un insetto ancora poco conosciuto. « La nostra percezione si fonda sulla conoscenza di cinque o sei specie, mentre ne esistono circa un milione. Un animale su cinque appartiene alla categoria dei ditteri», sottolinea Christophe Dufour.

Le informazioni sono distillate poco alla volta, passo dopo passo attraverso una mostra che cura molto l’estetica e si apre con una galleria d’arte. In essa alcune sculture di mosche, e come sfondo sonoro dei frammenti di conversazione, un brusio di dialoghi.

Pochi passi più in là il visitatore entra in contatto con l’insetto vivo attraverso una specie di voliera, per poi scoprire il ciclo di vita della mosca: dei vermi di lucilia si attaccano a una faina in via di decomposizione.

Disgustoso! Eppure, queste stesse larve possono rivelarsi estremamente utili anche in medicina, per esempio nel caso di certe terapie a base di larve che rappresentano talvolta l’ultimo rimedio per la cura di alcune piaghe.

Colpevole o innocente?

Lo scopo della mostra non si esaurisce però nell’apologia della mosca. In una camera d’ospedale appare il suo lato oscuro. Colpevole della morte di milioni di persone, il dittero fa da vettore a un gran numero di malattie.

Più in là, “a quattrocchi”, il visitatore può riconciliarsi con l’insetto. Grazie ad alcuni primi piani visti attraverso un binocolo, la bestia mostra la sua bellezza: i colori cangianti, la complessità della sua struttura.

La sentenza

Alla fine del percorso, ognuno entra a far parte di una giuria popolare alla quale, dopo aver ascoltato il procuratore e l’arringa dell’avvocata, è affidato il giudizio sulla sorte della mosca: l’esecuzione o la grazia? Due film – l’uno o l’altro a seconda del verdetto – concludono la mostra.

In un primo tempo, il MSN aveva pensato di applicare davvero la sentenza. Ma alcuni si sono opposti alla barbarie. “Come si può immaginare un’esecuzione di mosche in un museo di storia naturale?”

“E poi, cerchiamo di non far ritorno al Medio Evo, aggiunge Christophe Dufour. All’epoca perlomeno le mosche venivano semplicemente scacciate. Adesso vengono eliminate nell’ignoranza più assoluta. Non si può dire a un milione di specie di scomparire, solo a causa di qualche colpevole.”

swissinfo, Alexandra Richard
traduzione: Luisa Orelli

Fatti e cifre

La vita di una mosca dura circa tre settimane.
Novartis fornisce 15 000 mosche ogni settimana al MSN.
Provengono da un laboratorio del canton Friburgo.
Il gigante farmaceutico se ne serve per i test sugli insetticidi.

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In breve

«Mouches» si può visitare fino al 6 marzo 2005 al Museo di Storia naturale di Neuchâtel (MSN). Per la visita bisogna contare circa due ore.

In parallelo alla mostra, il MSN pubblica un libro illustrato. Scritto da Jean-Paul Haenni, si occupa di storia naturale dei ditteri, di rapporti tra mosca e uomo e di storia culturale degli insetti.

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