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A Torino, nella Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema allestito da un architetto svizzero

Particolare della Mole Antonelliana, monumento simbolo di Torino, sede del nuovo Museo Nazionale del Cinema. Fototeca Web Città di Torino

Un progetto visionario, ricco d'immagini fantastiche ed effetti speciali, ha trasformato in quattro anni di lavoro l'ottocentesco monumento simbolo di Torino nel contenitore storico di un museo modernissimo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 luglio 2000 - 17:21

Un museo verticale, sviluppato su cinque livelli collegati fra loro da un'ardita scala elicoidale d'acciaio appesa al soffitto: così si presenta al pubblico il nuovo Museo Nazionale del Cinema, inaugurato questo mercoledì negli spazi restaurati della Mole Antonelliana di Torino.

Costato 30 miliardi di lire (22 per il restauro, 8 per l'allestimento), il progetto ha il merito di avere dato una destinazione definitiva all'imponente architettura dell'Antonelli, progettata per essere sinagoga e finita per diventare soltanto museo di se stessa.

Ma un merito forse ancora più grande è quello di avere riportato alla luce, dopo 11 anni d'oblio, una delle maggiori raccolte del mondo dedicate alla 'settima arte (7000 film, 9000 oggetti d'arte, 130.000 fotografie, 200.000 manifesti). La collezione torna ad essere visibile proprio laddove desiderava la fondatrice del Museo, Maria Adriana Prolo, raffinata cinefila.

L'allestimento è stato realizzato dall'architetto svizzero François Confino, esperto di fama internazionale che ha vestito con fantasia gli spazi nudi e rigorosi della Mole.

Fra schermi e megaschermi, tende telecomandate e gigantografie, il pubblico può visitare la lunga serie di piccole "cappelle" dedicate ai diversi argomenti. Si va dall'horror al fantastico, dall'animazione all'assurdo, per approdare nella parte alta del cupolone al settore didattico, dove gli appassionati potranno divertirsi a scoprire i meccanismi più segreti del cinema.

Il direttore del museo, Mario Ricciardi, ha sottolineato che si tratta di un allestimento mobile, duttile, trasformabile a seconda delle esigenze. «Abbiamo un patrimonio sterminato - ha detto - e non ne esporremo più del trenta per cento». Per questo, ha annunciato, il museo organizzerà mostre temporanee e cercherà di realizzare un costante turn over dei pezzi.

L'inaugurazione, inizialmente fissata per il Capodanno del 2000, poi rinviata a maggio, è infine slittata al 19 luglio a causa delle polemiche sollevate dall'architetto che ha diretto il restauro della Mole Antonelliana. In un esposto dello scorso anno alla magistratura, Gianfranco Gritella denunciava l'incompatibilità fra la tutela del bene culturale destinato a contenere il museo ed il tipo di allestimento scelto dai responsabili.

I lavori erano così partiti in ritardo, solo dopo aver ricevuto il via libera di una commissione ministeriale nominata appositamente lo scorso autunno.

swissinfo e agenzie

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