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A Davos si discute dello stato del mondo

I leader riuniti a Davos tra il 25 e il 30 gennaio vogliono rispondere alle crescenti disuguaglianze sociali nell'epoca della globalizzazione Keystone

Più di 3000 dirigenti d'azienda, leader politici, capiredattori e intellettuali si sono dati appuntamento nella cittadina grigionese di Davos per discutere dello stato del mondo, con un occhio puntato sugli aspetti negativi della globalizzazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 gennaio 2001 - 14:26

«Sostenere la crescita e superare le divisioni»: è questo il titolo dell'annuale appuntamento della classe dirigente mondiale a Davos. L'attenzione dei 3000 delegati, rappresentanti degli stati, delle organizzazioni internazionali, dei media e soprattutto delle maggiori aziende mondiali, dovrebbe essere dedicata in particolare alle divisioni economiche e tecnologiche fra nazioni e fra individui, divisioni che la globalizzazione più che eliminare sembra aver allargato.

Ma i dibattiti verteranno certo anche su temi di più stretta attualità, quali la prospettiva di un rallentamento della crescita economica negli Stati Uniti e le presumibili ripercussioni sull'economia europea e asiatica. Sebbene la presenza del neoeletto presidente statunitense George W. Bush non sia prevista, i responsabili del Forum intendono stabilire un contatto video con la nuova amministrazione insediatasi alla Casa Bianca.

Oltre al quadro ufficiale delle sedute plenarie e dei gruppi di lavoro, il Forum è tradizionalmente occasione di numerosi incontri privati e informali: la contemporanea presenza di tanti «leader globali» nella cittadina favorisce colloqui che spesso sfociano in importanti iniziative politiche ed economiche.

Nonostante l'assenza del presidente russo Vladimir Putin e del capo di stato cinese Jiang Zemin, oltre che, come detto, di Bush, anche quest'anno ci si possono attendere incontri di alto livello. Tra gli ospiti del Forum 2001 vi saranno i nuovi presidenti di Jugoslavia e Messico, Vojislav Kostunica e Vincente Fox, entrambi al centro dell'attenzione per gli elementi di novità che la loro elezione promette di introdurre nei rispettivi paesi.

Nella cittadina grigionese giungeranno poi il primo ministro giapponese Yoshiri Mori e il vice-premier russo Alexei Kudrin. La Germania sarà rappresentata dal ministro degli esteri Joschka Fischer, da quello delle finanze Hans Eichel, l'Italia dal ministro per la funzione pubblica Franco Bassanini e da quello del tesoro Vincenzo Visco. Per la Francia parteciperanno al Forum il ministro delle finanze e dell'economia Laurent Fabius e il ministro per l'Europa Pierre Moscovici.

L'Unione europea invierà i commissari Mario Monti e Günter Verheugen, mentre l'ONU sarà rappresentata dal segretario generale Kofi Annan e la Banca Mondiale dal suo presidente James Wolfensohn. Presenti anche il re giordano Abdallah, il ministro degli esteri iraniano Kamal Charrasi, l'emiro del Qatar e il ministro del petrolio dell'Arabia Saudita.

Ben rappresentata anche l'Africa, da cui giungeranno i presidenti di Mozambico, Nigeria, Sudafrica e Senegal. Si può supporre che fra i temi in discussione vi sarà il futuro della Repubblica democratica del Congo dopo l'assassinio di Laurent Kabila.

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