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«L'agricoltura industriale non ha futuro»

Per rimediare alla fame del mondo l'agricoltura deve essere più ecologica e deve concentrarsi sui bisogni dei piccoli contadini. Quattro associazioni svizzere chiedono alla Confederazione di intervenire in tal senso.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2008 - 17:54

«L'agricoltura industriale che necessita una grande quantità di energia e di prodotti chimici non ha futuro. L'agricoltura deve diventare più umana e sostenibile».

Con questi termini Hans Herren, copresidente svizzero del Consiglio mondiale dell'agricoltura, ha riassunto in una conferenza stampa martedì a Berna il rapporto dell'aprile 2008 sull'agricoltura IAASTD (Valutazione internazionale delle scienze e tecnologie agricole al servizio dello sviluppo).

La produzione intensiva ha conseguenze drammatiche sul suolo, il clima e le piccole aziende agricole. Inoltre il numero di persone che soffrono la fame ha comunque raggiunto i 925 milioni.

Swissaid, Pane per tutti, Greenpeace e l'Unione svizzera dei contadini chiedono alla Confederazione di prendere misure concrete anche in Svizzera, ad esempio garantendo l'approvvigionamento dei mercati regionali e decretando una moratoria di cinque anni sugli agrocarburanti.

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